Durante il viaggio all'Elba, a Pisa, a Firenze, Klee lavora sul posto: respira a pieni polmoni la luce: "….l'ambiente mi penetra con tanta dolcezza che mi sento in più e in più sicuro". Il suo carattere "eroico" ed enigmatico fu scosso, dice lo stesso Klee in una lettera alla moglie, dalla luce mediterranea.
Immerso in essa il pittore si lascia penetrare dall'energia pura, da quella "natura naturans" da cui, come il bambino e il pazzo, trae i suoi simboli primari e universali, rendendo visibile l'invisibile.
L'artista, per ritrovare se stesso, con il minor artificio possibile dopo la corruzione della vita "civile", deve ripercorrere l'esistenza a ritroso per scoprire il mondo magico e primitivo dell'"Incoscienza". Ma, mentre per il bambino e per il pazzo (come per l'orientale) l'atto del disegno è necessità interiore e riveste una funzione liberatoria, l'artista nella nostra concezione, vigile e lucido davanti alla sua realizzazione, vuol fare soprattutto un'opera d'arte.



L'artista, attraverso l'osservazione e la meditazione, deve procedere come un albero che si infiora.
Klee dice di essere un albero: dalle radici la linfa alimenta la pianta (l'artista) e questo fa spuntare la chioma (l'opera d'arte). Ciò che sta in cima non è suo; passa solamente attraverso di lui.
Noi riceviamo segnali dalle nostre stazioni interne; Klee li riceve sotto forma di quadrati. La sua improvvisazione psichica, come egli stesso la definisce, diverrà il fondamento della scrittura automatica di molte avanguardie storiche; ma Klee, a differenza degli istintivi "gestuali", elabora con la ragione il mondo che affiora alla coscienza.

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Fortificato dal naturalismo, egli passa al momento psichico con semplicità e facilità mettendosi nelle condizioni di un bambino.
"Chi si sforza non potrà mai gioire del terrestre e raggiungerà con difficoltà i presupposti interiori della creazione".
Lo scopo di Klee, come quello di Kandinsky, è creare un quadro autosufficiente che possieda un'esistenza puramente "astratta". Nessun altro è ricco di invenzione, nemmeno Picasso e nessun altro è così ricco di cultura da non perdersi nel "letterario".
Klee ha chiare le sue possibilità e crede in se stesso:"… quando il mio cuore fa eco con l'universo, quando ho compiuto il vero accordo dello spirito con la mano, allora comincio a dipingere e sulla tela che il pennello accarezza, il cielo e la terra sono in armonia e l'uomo in libertà".



Dall'esperienza dei viaggi nel Mediterraneo nascono numerose opere di Klee, alcune delle quali (undici per l'esattezza) sono direttamente o indirettamente legate ai giorni dell'Elba.
"Rio auf Elba" (1926) è un disegno a penna su carta Ingres tedesca, montata su cartone di cm 28.2 x 44.7. Il titolo è in basso a sinistra e la firma in basso a destra.

Le forme geometriche dei cubi, dei parallelepipedi delle case e dei triangoli dei tetti creano lo spazio del paese, compenetrato, al centro, da un viale di alberi (oggi scomparso). In alto un grande arco e la piazza con la chiesa e il campanile.
Il Rio di Klee dà l'impressione di un paese luminoso e trasparente.

Rio Elba
 


Portoferraio

Un altro disegno a penna rappresenta Portoferraio visto, forse, dalle Grotte o da una posizione ancora più elevata, dato che il porto vi si vede abbracciare tutta la calata, che si chiude con la torre del Gallo e con quella di Passanante. Mentre le ciminiere degli altiforni fumano, nel golfo tira un leggero vento di scirocco.
La composizione è conclusa, a destra, dal faro che, per aumentare il senso dell'irreale, è composto con un segno molto sensibilizzato e volumetrico, da un parallelepipedo sormontato da una sfera. In primo piano una barchetta a vela.
I quadrati delle facciate delle case si accostano e si compenetrano in una invasatura prospettica e suggeriscono i particolari delle
case e delle piazzette.

In "Elba, Passo Höhe zwischen Portolongone und Magazzini II" ("Elba, passo tra Portolongone e Magazzini II"), penna su carta Ingres tedesca, cm 17.8 x 46.5, firmato in basso a destra, un solo segno, sinuoso e continuo, tracciato in una sola volta , senza ripensamenti, configura il confine tra la terra e il mare e suggerisce le varie insenature tra Portolongone e Magazzini, con l'Isola di Montecristo all'orizzonte.
Lungo la costa sono scritti alcuni nomi di luoghi (come Punta Calamita e Capoliveri) che ne seguono la linea e, con il vibrare leggero della scrittura, suggeriscono essi stessi la macchia lungo il litorale.
E' affascinante notare come un solo segno in mezzo ad un foglio possa raccontarci il paesaggio di un esteso territorio. La sintesi è portata qui alle sue estreme possibilità.



Portolongone e Magazzini II

Nel 1926 Klee dovette girare molto a piedi i sentieri tra le colline. E' proprio in un sentiero che doveva trovarsi nei pressi del Buraccio, che Klee ha preso gli appunti di Capoliveri con un solo segno che lascia immaginare colline e tutta la natura fertile.
Il dettaglio che spesso ci disturba è sparito.

Tutto è visto come nella lontananza di un ricordo, come un'apparizione astratta.
Il grande maestro è affascinato dal gioco costiero che la natura gli offre intorno a Capoliveri, il quale si raggiunge con una stradina dolcemente serpentina a renderlo più fiabesco: pare un presepe elbano.

Golfo Stella

Altri appunti riportano il paesaggio variegato che va dal golfo Stella a Lacona, al Monte Capanne




Eppure Klee, il pittore della sintesi, osservava scientificamente anche nei particolari la natura,collezionava cortecce, licheni, conchiglie e piante, che conservava in erbario, come la tavola qui riprodotta, che riporta piante raccolte dal maestro all'Elba.

Erbario
L'opera che reca con maggior chiarezza l'impronta dell'esplorazione magica dell'isola è "Città su due colline", 1927, cm 25.5 x 36.5 (collezione Max Fischer, Stgoccarda).
E' un'opera che ci offre in due dimensioni, con grande vibrazione di colori, una città nella cui struttura si ravvisa Portoferraio. Il segno costruisce, andando avanti e indietro, in alto e in basso, le geometrie ideali: rettangoli, quadrati e trapezi che si dispongono a seconda della campitura dei colori.
La vibrazione cromatica è data dai celesti, dai grigi, dai verdi e dai rosa, che si richiamano e si contrastano. Il mare è viola e una striscia ocra (la spiaggia) dà stabilità alla composizione.
Città su due colline
La linea si muove con grande libertà, intreccia un labirinto di piccole forme spesso compenetratesi e il colore trasparente canta un inno a Portoferraio. Questo quadro, che si trova anche pubblicato in diversi libri di favole per bambini, assurge ad immagine altamente ideale e astratta.
Altre due opere fantastiche che disegnano Portoferraio sono "Il luogo eletto" (1927) e "Meccanica di una parte della città" (1928), creazioni grafiche che esprimono felicemente la "Zauberwelt" di Klee.


Cartolina esposta alla grande mostra su Klee di Bologna, 1999

Cartolina scritta da Klee all'amico Grohmann, durante il suo soggiorno all'Elba nel Settembre del 1926.

(traduzione) Egr. dott. Grohmann, mi scrive l'editore Axel Junker di Berlino a proposito di una mostra. Se la mia memoria da vacanza non mi inganna, questo editore vuole pubblicizzare anche il libro progettato di Amser (???). Mi faccia sapere se si può prendere in considerazione seriamente questa cosa e forse sa anche qualche cosa a proposito della sua qualità di galleria per mostre perchè io non voglio decidere nulla senza senza avere ulteriori informazioni. Qui passiamo attualmente qualche settimana di dolce far niente, l'isola è molto bella. Da Lei come va? E' tanto che non sento niente.
Cordialmente a lei e alla sua Signora

Paul Klee



(sul fronte della cartolina)
Portoferraio, 29.09.1926
Qui è meraviglioso, siamo qui già da tre settimane. Ora si parte per Pisa, Firenze, Ravenna.
Cordiali saluti as le e alla sua carissima moglie

Sua Lily Klee




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