Alla cortese attenzione della redazione
Invio questa lettera aperta che riguarda Montecristo.
Ritengo che possa essere molto interessante per la diffusione.
Allego due immagini che potranno essere utilizzate.
Saluti
Raffaele
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MONTECRISTO: SICUREZZA E PROTEZIONE AMBIENTE
Alla cortese attenzione del gentile direttore
In questi giorni si parla molto di Montecristo, sia con riferimento
alla criticità del suo ecosistema che per la difficoltà
di poterla visitare soprattutto da parte di elbani.
Per quanto negli ultimi 40 anni si sia fatto qualcosa
la situazione continua a presentare talune anomalie e l’isola
si presenta come un’oggetto misterioso e praticamente inesistente
a molti.l. Se ne nominano alcune.
Le visite all’isola sono molto limitate e piuttosto
mirate per aspetti naturalistici e storico-religiosi
ma sembra che talvolta vengano fatte delle eccezioni
senza serie motivazioni.
I pescatori, soprattutto quelli elbani e specificatamente
di Marina di Campo, hanno difficoltà a godere di un riparo protetto
e sicuro nelle diverse situazioni operative.
Gli elbani sanno che Montecristo, per molti anni del
secolo scorso, è stato frequentato per lavoro, e non per diletto,
dai pescatori e documenti storici lo dimostrano.
Sulla rivista LO SCOGLIO “II° Quadrimestre
2007 – Anno XXV”, con l’articolo “Montecristo,
L’isola dei pescatori”, ho scritto diffusamente della presenza
dei pescatori sull’isola e del loro rapporto con la natura e del
loro lavoro sul mare. Questa loro presenza di profilo qualitativo è
stata sempre apprezzata dai sovrani d’Italia tanto che fu costruito
per loro uso un magazzino, da essere utilizzato con riparo e deposito
per le attrezzature da pesca.
Dagli anni dal 1940 al 1943 ho più volte soggiornato,
con la mia famiglia e quelle di altri pescatori, in tale magazzino con
lo sguardo vigile e felice del guardiano dell’epoca Francesco
Tesei.
Purtroppo le anomalie sopraddette si manifestano ogni
anno. Grandi temporali provocano delle frane che portano fango nei fondali
e cambiano l’ecosistema in modo anche drammatico. Taluni pescatori
pirati (disprezzati da altri pescatori onesti) vanno a pescare sottocosta
costa calando reti e palamiti. Purtroppo controlli insufficienti dello
Stato non riescono sovente a individuarli e fermarli.
Ogni tanto si ha notizia, dai giornali, di presenze
VIP, accettate senza giuste motivazioni, che "scorrazzano"
per mare e per terra mentre sono allontanate barche da diporto che si
avvicinano all’isola per ammirare le bellezze.
I pescatori parlano spesso di barche da pesca a cui
viene rifiutato il riparo in Cale protette di fronte a cattivo tempo
come pure non vengono permessi alle barche da pesca gli appoggi presso
le coste dell’isola. A queste, non potendo ritornare all’Elba
in attesa del ritiro delle reti, non è consentito il ridosso
a Cala Maestra o a Cala Scirocco.
Eppure esistono delle norme legislative che dicono:”
Per i pescherecci che non possono tornare alla base di partenza in attesa
del ritiro delle reti è consentito, a seconda dei venti dominanti,
il ridosso a Cala Maestra o a Cala Scirocco, mentre solo nei casi di
forza maggiore è consentito a tutti i mezzi nautici, l’approdo
o il ridosso a Cala Maestra (o Cala Santa Maria) ed il ridosso a Cala
Scirocco.”
Si devono far finire tutte le anomalie e far rispettare
le attuali norme che regolano l’ecosistema dell’isola, evitando
di ostacolare, per i casi di effettivo bisogno o previsti dal legislatore,
l’attività di pesca nei mari attorno a Montecristo e all’Africhella.
E se mai si vogliano accettare determinate anomalie, è bene che
si sia di fronte ad effettive necessità di sicurezza e di miglioramento
operativo dei lavoratori del mare, senza alcun danneggiamento della
natura a terra come pure in mare.
Mi auguro che vengano presi i provvedimenti più
appropriati affinché la gestione dell'isola avvenga nella più
completa regolarità, legalità e corretezza evitando eventualmente
quelle vessazioni contro il buon senso nelle situazioni di emergenza.
Cordiali saluti
Raffaele Sandolo