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PIER LUIGI DINI, POETA ELBANO La villeggiatura del poeta nel suo paese natale e la sua poesia
Marina di Campo vive la sua estate mostrando le proprie bellezze. La spiaggia, il mare e la natura tutta sono anche quest’anno ammirate da Pier Luigi Dini, residente a Castelnuovo Magra (Sp) e felice di passare momenti lieti con la famiglia nel suo paese dove nacque nel 1931.
Laureatosi in Medicina e Chirurgia nel 1957 e ottenuto due specializzazioni è ora in pensione dopo anni di impegno professionale serio e coscienzioso nel curare gli ammalati nell’alleviare il loro dolore, prima all’Ospedale della Spezia e quindi come medico condotto “interino” a Pomonte (Comune di Marciana). Impegno etico-morale oltre che sociale che non lo esime da dedicarsi alla poesia scrivendo oltre 150 liriche, partecipando a numerosi concorsi e vincendo molti premi prestigiosi.
All’Elba in vacanza, vive serenamente le sue giornate ritornando spesso al passato campese. Rivive momenti e immagini della sua vita come le amorevoli attenzioni dei nonni, il “vociare” dei contadini in campagna, le albe e i tramonti, gli urli dei pescatori, il trascorrere delle stagioni, le giornate di sole e le notti stellate e poi … le gioie, le tristezze e tutte le emozioni che fanno parte del suo mondo.
Incontra gli amici, visita i luoghi della fanciullezza e passeggia sovente sul lungomare Generale Fabio Mibelli assieme alla moglie Giovanna. Ama risentire il profumo del mare e l’armonia delle onde nel suo incedere sublimando ogni immagine e ogni pensiero. Ricorda ancora gli amici del passato. Giuliano, Mario, Peppino, Carlo, Pasqualino, Alberto, Oreste, Mauro, Franco, Vittorio … con cui ha dato i primi calci al pallone. Sono tutti ancora vivi nella sua mente.
Agli amici, seduti presso il Club del Mare, parla di suo nonno Luigi detto Cacciucco, contadino vissuto negli anni 1875-1973, e della sua somarina chiamata Lea. Il nonno era dotato di intelligenza viva con una grande capacità di apprendimento e saggezza nell’affrontare i problemi della vita. Profondi erano i suoi sentimenti per Carola, moglie premurosa, attenta alle necessità familiari e all’educazione dei figli, soprattutto nel periodo drammatico della seconda guerra mondiale.
Le sue parole sono velate di malinconia e mostrano tutta la sua profonda sensibilità umana, anche se si mostra sempre aperto alla vita e alle novità dei tempi moderni. Grande è il suo interesse per tematiche scientifiche e per gli studi filosofici. Dal suo conversare traspare la sua ammirazione per il nonno, per la sua operosità, la sua intelligenza e i suoi valori di vita. Il rapporto del nonno con la somarina viene risaltato nella sua semplicità e umanizzazione. Ricorda i suoi lunghi e faticosi viaggi fatti negli anni 1939-43 portando barili di acqua potabile a dorso d’asino da Marina di Campo fino a Capo Poro, dove esisteva una Postazione Miliare con marinai e quattro cannoni.. Nel cammino verso la cima dell’alta collina lo accompagnava spesso Antonio Ricci detto il dottorino assieme al suo asino, trasportatore di derrate alimentari. Lea obbediva silenziosa ai suoi comandi con “una pazienza armata di mitezza” sopportando il lavoro faticoso.
Parla delle sue liriche riportate nella sua opera RIVERBERI e della sua poesia “LA SOMARINA DEL NONNO”, scritta nel gennaio 2006 e non ancora pubblicata. Gli amici rimangono affascinati dai suoi racconti che fanno rivivere il passato con momenti di grande commozione
Il rito degli incontri sul lungomare si rinnova piacevolmente giorno dopo giorno e spesso i tardi pomeriggi di questo agosto sono allietati dalle sue poesie, molte delle quali con riferimenti elbani.
LA SOMARINA DEL NONNO
Nell’estati elbane,
della mia fanciullezza
molte volte
ho unito,
il mio andare al tuo.
Impervi
sentieri ciottolosi
inasprivano il tuo passo,
gravato dai pesi
tanto invisi, all’uomo.
Senza nulla
chiedere, riempivi
del tuo lavoro
le esigenze della famiglia,
riguardosa e attenta
nell’ospitare
la tua importanza.
Sfidavano
le tue fatiche
l’erba del fosso
e l’acqua del pozzo,
la paglia
era la tua fretta
di riposo.
Una pazienza
armata di mitezza
si colmava
nella profondità
dei tuoi occhi
rivestiti
di un nero opale
che lasciava
riverberare
i soliloqui
della tua confidenza.
Ancora ti penso
come preziosità
raramente
ritrovata
e al tuo eroico
ricordo
ogni volta
si alza
il mio cuore.
Pier Luigi Dini
Gennaio 2006
Marina di Campo, 13 Agosto 2010
Raffaele Sandolo
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Last Updated (Friday, 20 August 2010 08:22)





