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A parlar di Etruschi nella “Notte dell’Archeologia” al Museo Open Air di San Martino
INTERNATIONAL ART CENTER
ISOLA D’ELBA
San Martino – 57037 Portoferraio
Tel +39 0565 914570 - cell. 347 6434610 -www.italobolano.com
Protagonisti gli Etruschi, nella bella serata che si è svolta sabato all’Open Air Museum di San Martino, organizzata dall’International Art Center, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno.
Ha fatto gli onori di casa Italo Bolano, l’artista elbano che lo ha realizzato e che da oltre 45 anni offre all’Elba perle di cultura e di arte in questo teatro all’aperto, in un parco di suoi monumenti ceramici e di piante mediterranee. Sottolineando le difficoltà oggettive che il Museo attraversa oggi per la prosecuzione delle sue attività Bolano ha presentato il relatore, il prof. arch. Giuseppe Centauro, dell’Università degli Studi di Firenze che da molti anni studia l’archeologia del territorio toscano.
Lo studioso pratese ha parlato delle recenti scoperte fatte in modo fortuito a Gonfienti, sulla riva sinistra del fiume Bisenzio, nella piana tra Prato e Firenze.
Qui sorgeva un grande insediamento urbano, fiorente nel periodo Etrusco Arcaico (VI-V sec. a.C.) su un’area già interessata da insediamenti ben piu’ antichi, risalenti fino al XIV-XIII sec. a.C.
Con l’aiuto di belle immagini Centauro ha messo in luce i collegamenti tra l’ Etruria, a nord dell’Arno e l’Etruria Padana, particolarmente riferibili alle rotte transappenniniche tra Tirreno e Adriatico, da Pisa a Spina, passando appunto per l’insediamento etrusco di Gonfienti, seguendo quella che recentemente è stata definita come “La via del Ferro”.
Via che coinvolgeva, in modo determinante, anche l'Isola d'Elba quale principale produttrice di questo indispensabile metallo, per certi versi piu' prezioso dell'oro per quelle epoche remote.
Secondo il relatore quindi la scoperta di questa nuova città nella piana tra Prato e Firenze va a colmare una lacuna importante nell’Etruria settentrionale dando ragione degli innumerevoli ritrovamenti fatti in oltre due secoli e sparsi nell’area a nord di Firenze.
Un alone di mistero avvolge questa città scoperta “in conflitto di interessi” con la realizzazione di un polo industriale, il nuovo interporto fiorentino, le cui esigenze economiche certamente ostacolano le ricerche archeologiche.
Il mistero riguarda sia l’esistenza del grande centro urbano, del quale non si conosce nemmeno il nome, sia la sua distruzione, forse a causa di una immane esondazione provocata dalla rottura di una diga dell’importante sistema fluviale che caratterizzava l’area allora resa navigabile. E con questa distruzione, forse operata artificialmente da potenze nemiche all’inizio del IV secolo a.C., la città sarebbe stata cancellata dal territorio e dalla storia, una sorta di Pompei etrusca che riappare solo oggi, dopo piu’ di 2000 anni.
Si aprono così ampi scenari per gettare nuova luce sulla potenza di un popolo, in gran parte ancora misterioso, che ha impresso la storia dell’Occidente, prima di Atene e prima di Roma.
Tra i numerosi presenti, affascinati dalla suggestione della conferenza e del luogo, eminenti studiosi quali il prof. Michelangelo Zecchini, l’arch. Alessandro Pastorelli e altri.
Last Updated (Monday, 26 July 2010 08:16)




